Conoscere e Prevenire

 

CHE COS'E' IL TUMORE AL SENO ?

Il tumore della mammella è il tumore maligno più frequente nella donna, soprattutto nei paesi industrializzati.

La stragrande maggioranza dei tumori mammari  è costituita da carcinomi. La distinzione più importante è quella fra

carcinoma invasivo (capace di infiltrare i tessuti circostanti e di andare in circolo, diffondersi, dare metastasi) e carcinoma in situ (Malattia non ancora in grado di infiltrare e quindi di dare origine a metastasi).

In Italia si ammalano ogni anno circa 30.000 donne e 12.000 muoiono per carcinoma della mammella diagnosticato e trattato nel passato.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei casi di carcinoma della mammella e, se tale tendenza proseguirà prossimamente si rivede circa un milione di nuovi casi ogni anno in tutto il mondo.

Tuttavia si inizia a registrare nei paesi industrializzati una tendenza alla riduzione della mortalità dovuta alla diagnosi precoce e al miglioramento della terapia. Questa tendenza indica che  è molto importante rafforzare le strategie di diagnosi precoce e prevenzione, dando anche facilità di accesso a cure efficaci , e consentendo un equo trattamento a livello nazionale.

 

QUALI SONO I SEGNI PER SOSPETTARE UN TUMORE AL SENO ?

 

Nella larga maggioranza dei casi il tumore della mammella si presenta alla donna o al medico come un nodulo duro alla palpazione.

 Ogni nodulo che compare dopo i 30 anni deve essere considerato dubbio.

Sempre più spesso  è il radiologo durante una mammografia o una ecografia eseguita per diagnosi precoce a vedere un tumore non palpabile.

Sono i veri casi iniziali che guariscono al 100%. Alcuni altri segni rari devono essere considerati:

- retrazione della pelle

- arrossamenti localizzati o diffusi

- retrazione del capezzolo

- secrezione ematica o sierosa abbondante dal capezzolo

- aumento delle dimensioni di un linfonodo all'ascella

In genere un tumore iniziale della mammella non provoca dolore. Se si nota qualsiasi cambiamento del normale aspetto o sensazione del seno è necessario:

- affrontare il problema, rivolgendosi al proprio medico di famiglia

- far controllare il seno da uno specialista, discutere con lui e seguire i consigli

- sentire una seconda opinione se non si è rimasti soddisfatti della prima.

 

QUALI ESAMI POSSONO SCOPRIRLO ?

 

E' importante scoprire un tumore della mammella il più precocemente possibile in quanto più il tumore è piccolo e più saranno elevate le possibilità di guarigione.

Gli esami più importanti per la diagnosi di tumore mammario sono:


-
AUTOPALPAZIONE  - è l'autoesame del seno che la donna dovrebbe fare per ricercare ogni nodulo che può comparire nella mammella.    

  Dovrebbe essere eseguito periodicamente, per meglio prendere coscienza della problematica ed è di facile esecuzione.

 

- VISITA SENOLOGICA (palpazione) - è l'esame del seno eseguito da un medico che potrà così riscontrare un nodulo sospetto. Tutte le donne

  dai 30 anni in poi dovrebbero eseguirla ogni anno.

 

- MAMMOGRAFIA - tutte le donne dai 40 anni in poi dovrebbero eseguire una mammografia ogni anno. Nei casi di familiarità si consiglia di 

  anticipare la prima mammografia a 35 anni. La dose di radiazioni della mammografia non è pericoloso.

 Quando la mammella è molto compatta e densa la mammografia perde efficacia e deve essere sostituita dall'ecografia.

 

- ECOGRAFIA - è uno degli esami strumentali che sta diventando sempre più utilizzato nella diagnosi delle lesioni mammarie, anche di quelle inizialissime, non palpabili. Consigliabile nelle mammelle compatte nelle donne giovani o nelle donne che non hanno allattato; è indicato :

- annualmente nelle donne prima della menopausa

- in modo complementare alla mammografia ogni qualvolta questa non risulti "conclusiva".

 

Quando gli esami clinici e radiologici evidenziano un sospetto è necessario fare accertamenti più approfonditi.

 

L'AGOASPIRATO è la prima delle manovra in grado di dare una diagnosi citologica o di certezza di un nodulo giudicato sospetto.

Può essere effettuato a mano libera se il nodulo è palpabile o sotto guida ecografica o mammografica se è evidenziabile solo dagli esami strumentali. Per avere un esame più conclusivo è però necessaria l'analisi istologica che si ottiene oggi con il "mammotomo" (una biopsia mininvasiva consistente nel prelievo di tessuto con un'unica introduzione di una sonda sterile monouso; sulla parte si pratica una piccola incisione di tre millimetri che non richiede punti di sutura, ma la sola applicazione di sottili cerotti da rimuovere dopo qualche giorno. Al momento attuale questa è la metodica più sicura per un accurato esame istologico). In altri casi, sempre più rari, è necessaria la biopsia intraoperatoria.

TERAPIA E COMPLICANZE

Un intervento per tumore alla mammella è sempre un trauma che rischia di sconvolgere l'equilibrio psichico della donna. Per evitare conseguenze di estremo disagio, non solo individuale ma anche familiare, è opportuno da parte della paziente, istituire un rapporto chiaro, aperto e costante con il proprio medico di famiglia e con l'equipe medica che si prenderà cura di lei.  I tipi di interventi chirurgici sono diversi: alcuni permettono di conservare il seno mentre altri asportano tutta la ghiandola mammaria.  Gli interventi più demolitivi non sono necessariamente legati ad una malattia più grave o avanzata. Bisogna ricordare comunque che tutte le malattie del seno sono curabili e che gran parte di esse è guaribile.

Oltre all'intervento chirurgico possono rendersi necessari altri trattamenti (radioterapia, chemioterapia, ormonoterapia...) utilizzati in genere a scopo precauzionale, con l'intento cioè di ridurre il rischio che la malattia si possa ripresentare.  Naturalmente il medico di famiglia  o gli specialisti che seguono la donna nelle varie fasi di cura dovranno illustrare gli eventuali effetti collaterali, che possono, in una certa percentuale di casi, ostacolare una rapida guarigione ma anche, se chiaramente conosciuti possono essere meglio affrontati e controllati dalla paziente.

Molto schematicamente ricordiamo le complicanze più frequenti legati all'intervento chirurgico:

 

SIEROMA ( raccolta di siero nel cavo ascellare operato)


LINFEDEMA
  (abitualmente denominato "braccio grosso)

 

Alcune pazienti, dopo l'intervento chirurgico, accusano dolori alla spalla dovuti, ad esempio, a riacutizzazioni di pregresse artrosi.  E' bene sapere che da alcuni anni, opera in Ospedale un centro di Terapia del Dolore in grado di far fronte anche a questi problemi, con la finalità di recuperare precocemente la mobilità e la funzionalità dell'articolazione interessata.

La chemioterapia può essere gravata da nausea, da episodi di vomito (ormai rari grazie soprattutto all'introduzione di moderni farmaci antiematici) e da alopecia (caduta temporanea e reversibile dei capelli).

La radioterapia può provocare un transitorio e temporaneo arrossamento della cute.  E' importante che la dona chieda senza timore tutte le spiegazioni che ritenga opportune; siamo convinti infatti che un'informazione chiara e completa possa essere di aiuto sia alla paziente che al medico.

Una conseguenza dell'asportazione dei linfonodi ascellari può essere l'ERISIPELA. E' un'infezione batterica che interessa il derma e l'ipoderma. E' caratterizzata da una chiazza  edematosa, calda, tesa e dolente che in breve tempo assume sulla cute un aspetto lucente associato ad una sintomatologia rappresentata da febbre elevata, malessere generale, brividi. L'erisipela si può localizzare in qualsiasi  zona del corpo ma, nel caso di una donna operata di tumore al seno con conseguente resezione dei linfonodi ascellari, ha come sede elettiva il braccio corrispondente al lato operato. Quali possono essere i fattori scatenanti? La donna che ah subito uno "svuotamento" ascellare e/o ha sostenuto delle terapie di irradiazione, ha un sistema linfatico danneggiato che non è più in grado di asportare a sufficienza la linfa dell'arto superiore, inoltre il rallentamento del circolo provoca un indebolimento del sistema immunitario locale perchè i linfociti (globuli bianchi) contenuti in esso non sono in grado di affrontare in tempo le infezioni della cute che il più delle volte sopraggiungono per comportamenti a rischio del vivere quotidiano. e' importante  che le donne siano informate ed educate sulle precauzioni da prendere per prevenire il linfoedema e l'erisipela.

Alcuni suggerimenti :

- non fare bagni di sole

- non portare pesi

- non provocare strappi

- non scavare o zappare in giardino

- non lavorare vicino a piante spinose

- non mettere la mano nel forno acceso o caldo

- non dare permessi di raccogliere campioni di sangue dal braccio

- non dare il permesso di misurare la pressione sul braccio

- evitare tagli, graffi, punture d'ago o d'insetto, unghie rotte, scottature

Importante: se il braccio  si presenta rosso, caldo o più gonfio del solito andare dal medico per una corretta diagnosi e un'adeguata terapia terapia farmacologica.

                                                                                                      

ASPETTI PSICOLOGICI

 

E' molto difficile per chi non vive o non ha vissuto l'esperienza diretta della malattia capire quali dinamiche psicologiche siano scatenate dall'evento tumori, in specifico, che cosa significhi, per una donna dover subire un intervento al seno.

L'incredulità dei primi momenti si trasforma rapidamente in paura, in ansia, in disperazione. è un'esperienza in cui ogni donna si trova a convivere con un presente di solitudine e un futuro di incertezza, un'esperienza che spesso è resa più pesante dai pregiudizi, dall'isolamento, dall'apatia.

La donna che scopre di avere un tumore al seno imbocca una strada in cui può trovare l'ansia, la voglia di arrendersi, la voglia di rinchiudersi in un proprio mondo, di inutilità e di solitudine.  E anche chi vive con lei, il marito, i figli, gli amici, sono coinvolti in una vicenda difficile da controllare; stare vicino a chi affronta il percorso di una neoplasia mammaria da vincere significa condividere una strada piena di ostacoli, in cui occorre saper aver pazienza, fiducia, energia, ed affetto.... eppure è una battaglia che tante vincono e da cui tante donne sono uscite addirittura più forti e determinate, decise a dare testimonianza diretta di quanto si può fare contro la malattia. E' molto importante che la donna si renda conto che questo faticoso percorso per recuperare una vita normale e utile non deve farlo da sola, isolandosi e accogliendo con diffidenza l'aiuto che le possono dare sia gli specifici operatori (psicologi, medici...), sia famigliari che amici, sia persone  che hanno vissuto la stessa esperienza.

Mantenere una propria autonomia di comportamento, assumersi delle responsabilità, saper distinguere le possibilità di aiuto autentiche e corrette dagli interventi inutilmente e fastidiosamente consolatori sono tappe fondamentali da raggiungere e spesso si conquistano solo confrontandosi con gli altri, parlando liberamente del proprio "vissuto" di malattia esprimendo le proprie difficoltà, imparando a a non sentirsi "diverse" rispetto ad altre donne.

Per questo è utile sapere che c'è la possibilità di rivolgersi, attraverso l'ospedale o attraverso il gruppo ANDOS  di Mantova, ad uno psicologo e ricordiamo che il gruppo ANDOS stesso può dare un aiuto psicologico a chi ha avuto esperienza diretta della malattia: lo da perchè trasmette  un messaggio di solidarietà concreta. Dice alla donna " non sei sola, siamo tante, noi ti capiamo perchè per la tua strada ci siamo passate anche noi, ne puoi uscire perchè noi ne siamo uscite, hai moltissime cose da fare che ti aspettano e puoi essere utile a tante persone perchè noi facciamo molto per noi e per gli altri".

Vale forse la pena anche sottolineare che, nel gruppo ANDOS nessuno chiede o impone niente a nessuno; chi vi si rivolge trova soprattutto l'impegno della discrezione e della testimonianza.